venerdì 13 maggio 2011

Tutte le bugie che ti hanno detto a proposito del referendum sull'acqua.

Riportiamo qui integralmente il testo del documento pubblicato da .lib a proposito del referendum sull'acqua.


Se non riuscite a visualizzare il documento qui sotto, è possibile scaricarlo in versione pdf oppure scaricarlo in versione solo testo.

Referendum sull'acqua: tutte le bugie


Potete consultare qui la bibliografia completa che è stata utilizzata per scrivere questo documento.

Nota: l'articolo è stato progressivamente aggiornato. In ottemperanza alla nostra trasparenza, si possono consultare tutte le revisioni qui alla voce "revisions".

6 commenti:

Elena S. ha detto...

Grazie per questo vostro lavoro!
Girerò il vostro articolo a più persone possibili!
un saluto!

mita ha detto...

Ci sono molte questioni che non sono tanto limpide come vengono descritte in questo documento. Una su tutte, la storia delle tariffe.
Secondo l'ultimo rapporto COVIRI (Commissione Nazionale di Vigilanza sulle Risorse Idriche), infatti, dal 2002 al 2008, il costo medio annuo per l’erogazione di 200 m³ di acqua è aumentato del 63%, passando in 6 anni da 182€ a 297€. Il tutto a fronte di un piano di investimenti del tutto inadeguato e in uno scenario ancora piuttosto sconfortante, giacchè, stando alle stime del Comitato di Vigilanza, “le tariffe sono destinate a crescere (...), poiché è necessario realizzare consistenti programmi di investimento per adeguare e mantenere le infrastrutture necessarie ad assicurare adeguati livelli di servizio”.

Punto Lib ha detto...

Nel documento abbiamo cercato di essere più imparziali possibile. Non abbiamo descritto nulla come limpido, e soprattutto non pensiamo che sia così, anzi. Se ci segnali la frase che te lo ha fatto pensare prendiamo in considerazione di riformularla, poichè non è stata capita.

Inoltre, ricordiamo che:
a) come già detto, le tariffe sono in mano ai politici (motivo forse già sufficiente ad avere dubbi sulla limpidità), e il voto al referendum è ininfluente da questo punto di vista.
b) la legge Ronchi che si vuole abrogare è entrata in vigore dal 2009, quindi anch'essa è ininfluente in questo senso.
c) l'aumento di tariffe nel periodo che arriva fino al 2008 è probabilmente imputabile alla legge Galli del 1994 (bisognerebbe andare a vedere caso per caso dove hai preso i dati cmq), e sarebbe dunque da far rientrare in quell'aumento che consideriamo si avrebbe fisiologicamente se si facessero funzionare le reti idriche solo con i soldi delle bollette invece che con quelli delle tasse. Ancora, la lege Galli non è toccata dal referendum, quindi col voto non si ha possibilità di influire su questo meccanismo. Se ne parla qui: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html

BangTheBank ha detto...

Nel documento, vi soffermate (non si capisce perche') sulla Puglia di Vendola.

Dite che l'acquedotto e' in pessime condizioni e la gestione e' fallimentare, allo stesso tempo, riportate correttamente che la gestione e' totalmente pubblica da Maggio 2011 (cioe' meno di 20 giorni fa).

Se ne deduce che la gestione fallimentare e' dovuta alla privatizzazione a cui, fortunatamente, seguendo l'esempio di Parigi, Vendola ha posto rimedio.

Questo e' in completa contraddizione quando riportate che la gestione privata dell'acqua ha migliori risultati.
Per la Puglia di Vendola e per la metropoli parigina, almeno, questo non e' vero.

Saluti.

Daniele V. ha detto...

Ho letto con interesse il vostro documento e vi ringrazio per lo sforzo che avete fatto per redigerlo. Se mi permettete mi soffermo su alcune considerazioni finali, condivisibili in linea teorica, meno in linea pratica. Mi spiego: voi dite che sia necessario avere più trasparenza nel servizio pubblico (perfettamente d'accordo) ma non abbiamo alcuna garanzia che la gestione del servizio venisse delegata al privato la trasparenza aumenterebbe. Il punto è che se noi vivessimo in un paese europeo diverso dall'Italia (e parlo per esperienza diretta avendo vissuto per lavoro in Lussemburgo, Germania e Belgio) la gestione privata migliorerebbe la situazione (anche se alcuni stanno ritornando alla gestione pubblica), l'Italia invece è un paese atipico, dove non esiste un AntiTrust capace di impedire la formazione di cartelli (vedi liberalizzazione dei carburanti e delle assicurazioni RCA) impedendo di fatto una reale concorrenza e dove gli organi di controllo sono il più delle volte all'interno dei CdA (e quindi spesso in conflitto di interesse). Purtroppo queste anomalie alimentano in me lo scetticismo verso la gestione privata. Saluti

Punto Lib ha detto...

Per BangTheBank:
Ci soffermiamo sulla Puglia perchè siamo pugliesi, e il nostro documento era originariamente pensato per essere diffuso in Puglia.

La privatizzazione dell'AQP è stata fatta tre anni fa, grazie alla legge Galli (e quindi prima della legge Ronchi che si vuole abolire). La finalità era soprattutto ricapitalizzare l'AQP, che aveva bisogno di altro deanro. La quota in mano ai privati, comunque, non è mai salita sopra il 50%, ciò significa che il controllo della AQP S.p.A. è sempre rimasto in mano alla Regione, che deteneva la maggioranza delle azioni.

Dunque, è impossibile dedurre che la gestione fallimentare sia dovuta alla privatizzazione, a meno di non trovare ulteriori informazioni (che noi non siamo stati in grado di reperire, e infatti nulla abbiamo detto riguardo a questo argomento: il riferimento alla migliore gestione in caso di privatizzazione alludeva a quanto è successo in altri Paesi, fuori dall'Italia). Al momento sappiamo solo che l'AQP era già in perdita al momento della privatizzazione.




Per Daniele V.:
Noi siamo diffidenti sia che la gestione sia delegata a enti pubblici, sia ad enti privati. La trasparenza è qualcosa che purtroppo non si realizza spontaneamente, e deve essere imposta dall'alto in entrambi i casi, con norme apposite. Infatti, ribadiamo nel documento la necessità di un'organismo di controllo con il potere di sanzionare, che al momento in Italia non c'è, e crediamo anche noi nella necessità di potenziare l'antitrust. Senza di essi, probabilmente, la situazione non migliorerà di molto, a prescindere da chi è l'affidatario della gesione.